Sanremo 2026 stasera su Rai 4K con Carlo Conti e Laura Pausini: c’è una scelta che lo rende diversissimo dalle altre edizioni

In sintesi

  • 🎤76° Festival di Sanremo
  • 📺Rai 4K, ore 20:40
  • 🎶Prima serata del Festival condotta da Carlo Conti e Laura Pausini, con la partecipazione di Can Yaman; si esibiscono i primi 15 Campioni con brani inediti, votazione mista e qualità visiva 4K. Un mix di tradizione e innovazione che racconta la musica italiana tra grandi ritorni e nuove proposte.

Sanremo 2026, Carlo Conti, Laura Pausini, Rai 4K: tre entità fortissime per una serata televisiva che promette di monopolizzare l’attenzione nazionale. Oggi è martedì 24 febbraio 2026 e la prima serata del 76° Festival di Sanremo arriva su Rai 4K alle 20:40, pronta a trasformare il martedì in un appuntamento collettivo in perfetto stile Ariston. E quest’anno, grazie alla trasmissione in 4K su tivùsat, la resa visiva è talmente nitida che sembra quasi di sentire il velluto delle poltrone e le vibrazioni degli strumenti.

Sanremo 2026, Carlo Conti e Laura Pausini: perché questa prima serata vale la visione

La combinazione Conti–Pausini è una di quelle scelte che, già sulla carta, raccontano la volontà di un Festival imponente, musicale nel senso più autentico e insieme profondamente nazionalpopolare. Carlo Conti, padrone di casa ormai consolidato, porta di nuovo la sua eleganza ritmica e quel mestiere televisivo che rende Sanremo una macchina oliatissima. Accanto a lui, una Laura Pausini che torna all’Ariston non come ospite o concorrente, ma come presenza scenica stabile: un gesto simbolico potentissimo per un’artista che proprio qui ha visto accendersi la miccia della sua carriera internazionale.

Il cast artistico è imponente: 30 Campioni e 4 Nuove Proposte rappresentano la fotografia più ampia che il Festival abbia tentato negli ultimi anni. Un mosaico di generi che va dal cantautorato puro (Ermal Meta, Michele Bravi, Nigiotti) al pop d’autore di Arisa e Malika Ayane, fino all’urban e alla trap generazionale di Tredici Pietro, Nayt e Samurai Jay.

E poi ci sono le iconiche “rilegature” storiche: Patty Pravo, Raf, Renga. Volti che hanno attraversato decenni di musica italiana e che continuano a generare un valore culturale inestimabile, anche solo per come incarnano l’evoluzione del pop nazionale.

Sanremo 2026 e Rai 4K: cosa succede stasera sul palco dell’Ariston

Questa prima serata segue lo schema classico: si esibiscono i primi 15 Campioni con brani completamente inediti, e già qui si crea il primo snodo nerd della serata. La votazione infatti arriva subito, e la classifica provvisoria ha un peso psicologico enorme per concorrenti e pubblico. È un mix calibratissimo: 33% giuria demoscopica, 33% sala stampa e 34% televoto. Un equilibrio che evita derive “di pancia” e costringe ogni performance a fare sul serio sin dalla prima nota.

A completare il quadro, arriva il co-conduttore della serata: Can Yaman. Un nome che fa gola al pubblico generalista e a quello social, capace di muovere fandom globali. È una scelta che racconta l’apertura internazionale del Festival, un invito a trasformarlo in uno show pop globale più che in una “sola” gara musicale italiana.

  • Esibizione dei primi 15 Campioni
  • Classifica provvisoria con voto misto

L’elemento 4K è il vero upgrade di quest’anno: luci, regia, outfit e scenografie guadagnano profondità, colori e pulizia d’immagine che rendono il Festival, anche tecnicamente, all’altezza degli standard degli show internazionali. È un passaggio quasi epocale per un evento che da sempre ama essere specchio dell’evoluzione televisiva del Paese.

Sguardo critico e nerd: perché Sanremo 2026 fa discutere prima ancora di iniziare

L’aspetto che più colpisce chi mastica musica e televisione da un po’ è l’audacia della line-up. Conti non solo ha aumentato i Big da 26 a 30, ma li ha scelti secondo criteri di qualità più che di “richiamo social”. È un segnale in controtendenza rispetto a molte edizioni recenti, dove il trasversalismo era il vero motore della selezione. Qui invece ritroviamo brani con peso autoriale importante (Levante, Fulminacci), commistioni transgenerazionali genuine (LDA & Aka7even), e operazioni di ritorno che sembrano quasi voler tracciare una linea narrativa coerente nella storia della musica pop italiana.

E per chi ama le dinamiche meta-televisive, il duetto annunciato tra Pausini e Achille Lauro nelle serate successive è uno degli incastri più affascinanti: due mondi distantissimi che si incontrano in un atto performativo che potrebbe diventare un piccolo cult.

Ritorni storici che dialogano con la nuova scena, sperimentazione nei generi e nei linguaggi: elementi che costruiscono un mosaico narrativo ricchissimo per questa edizione.

Perché non puoi perdertelo se ami davvero il televisivo

Sanremo non è solo musica: è narrazione, pop culture, estetica televisiva. È un rituale. E la prima serata è sempre la più “pura” dal punto di vista del racconto, perché tutto è ancora possibile. I brani sono inesplorati, le dinamiche devono ancora prendere forma, le sorprese sono dietro l’angolo. Ed è da questa serata che emerge l’identità dell’edizione.

La sensazione, per chi analizza il mondo dello spettacolo, è che il 2026 voglia essere l’anno della sintesi: mettere insieme tradizione e modernità senza strappi, senza forzature. Un Sanremo che suona “classico” ma non nostalgico, contemporaneo senza inseguire le mode.

Se vuoi capire in che direzione sta andando la musica italiana – e se vuoi vivere uno show costruito con sapienza televisiva e una cura tecnica inedita – stasera su Rai 4K ti aspetta l’apertura perfetta. Preparati, perché la stagione sanremese è ufficialmente cominciata.

Quale scelta di Sanremo 2026 ti convince di più?
30 Big invece di 26
Laura Pausini co-conduttrice
Trasmissione in 4K su tivùsat
Can Yaman sul palco
Mix tra tradizione e trap

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