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Parrocchia San Marco Vecchio

don Leonardo Salutati

don Leonardo Salutati

Venerdì, 26 Ottobre 2012 18:56

La preghiera: l’attività più gratificante

La preghiera: l’attività più gratificante che si possa compiere.


La preghiera è semplicemente fondamentale per la vita dell’uomo.
Quanto spazio ha nella nostra vita la preghiera personale e comunitaria? E quanto all’origine dei nostri tempi di preghiera e delle nostre celebrazioni è riconoscibile il cuore della preghiera e cioè il desiderio d’incontrare Dio “faccia a faccia” e di dialogare con Lui come un uomo fa con il proprio amico?

L’iniziativa della preghiera è Dio stesso.
Che cambiamento determina nella nostra vita la consapevolezza che il desiderio che Dio ha di noi precede il nostro desiderio di Lui?
«Dio, per primo chiama l’uomo. Sia che l’uomo dimentichi il suo Creatore oppure si nasconda lontano dal suo Volto, sia che corra dietro ai propri idoli o accusi la divinità di averlo abbandonato, il Dio vivo e vero chiama incessantemente ogni persona al misterioso incontro della preghiera. Questo passo d’amore del Dio fedele viene sempre per primo nella preghiera; il passo dell’uomo è sempre una risposta» (cf. CCC 2567).

Colui che, nella preghiera, entra in comunione con Gesù, sorgente di acqua viva, diventa a sua volta sorgente di vita per i fratelli.
Vi è in noi la consapevolezza che la preghiera, in quanto incontro e dialogo con Dio, ha la forza di trasformare profondamente noi e, attraverso di noi, il mondo intero?

Per meglio riflettere ed approfondire l’argomento si propongono i seguenti testi:

“La vera preghiera” di padre David Maria Turoldo.
“Io credo che l'uomo non può realizzarsi senza il silenzio e la preghiera. Ciò che più manca a questo nostro tempo, a questa civiltà, è lo spirito di preghiera. Questa sarebbe la vera rivoluzione: il mondo non prega? Io prego. Il mondo non fa silenzio? Io faccio il silenzio. E mi metto in ascolto. Questa rivoluzione non consiste nel rompere o nel distruggere, ma nell'immettere uno spirito nuovo nelle forme di sempre.
Ciò che più ci manca è proprio il rapporto con il mistero, l'apertura sull'infinito di Dio: per questo l'uomo è così solo, insufficiente e minacciato. E' la caratteristica di questa civiltà del fracasso: non si fa più silenzio, non si contempla più. Si è perso il vero valore delle cose.
Ed è un tempo senza canti. Oggi non si canta; oggi si urla, si grida: appunto, civiltà del frastuono. Tempo senza preghiera. Senza silenzio, e quindi senza ascolto. Più nessuno ascolta nessuno. Non è senza una ragione che questi tempi sono senza gioia, perché la gioia viene da molto lontano. Occorre scavare in profondità: bisogna ritornare a pregare”.

Dalla lettera apostolica “Novo Millennio Ineunte” di papa Giovanni Paolo II.
“Noi che abbiamo la grazia di credere in Cristo, rivelatore del Padre e Salvatore del mondo, abbiamo il dovere di mostrare a quali profondità possa portare il rapporto con lui. 
La grande tradizione mistica della Chiesa, sia in Oriente che in Occidente, può dire molto a tal proposito. Essa mostra come la preghiera possa progredire, quale vero e proprio dialogo d'amore, fino a rendere la persona umana totalmente posseduta dall'Amato divino, vibrante al tocco dello Spirito, filialmente abbandonata nel cuore del Padre. Si fa allora l'esperienza viva della promessa di Cristo: « Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui » (Gv 14,21). Si tratta di un cammino interamente sostenuto dalla grazia, che chiede tuttavia forte impegno spirituale e conosce anche dolorose purificazioni « la notte oscura », ma approda, in diverse forme possibili, all'indicibile gioia vissuta dai mistici come «unione sponsale».
 Sì, carissimi Fratelli e Sorelle, le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche « scuole » di preghiera, dove l'incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero « invaghimento » del cuore. Una preghiera intensa, dunque, che tuttavia non distoglie dall'impegno nella storia: aprendo il cuore all'amore di Dio, lo apre anche all'amore dei fratelli, e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio”.

 

 

Madonna-con-Bambino

Maria è maestra di preghiera.
Una dolcissima immagine di Nostra Signora
nel tempio s.Pavlovskoe a Lipetsk in Russia.

 

 

 

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

Vieni in me Spirito Santo.
Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di Sapienza:

donami lo sguardo e l’udito interiore,

perché non mi attacchi alle cose materiali,

ma ricerchi sempre le realtà spirituali.


Vieni in me, Spirito Santo,

Spirito dell’amore:

riversa sempre più 

la carità nel mio cuore.


Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di verità:

concedimi di pervenire

alla conoscenza della verità

in tutta la sua pienezza.


Vieni in me, Spirito Santo,

acqua viva che zampilla per la vita eterna:

fammi la grazia di giungere a contemplare

il volto del Padre nella vita e nella gioia senza fine.
Amen



(Sant’Agostino)


 

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Domenica, 07 Ottobre 2012 22:26

Ogni anima umana è un Tempio di Dio

Ogni anima umana è un Tempio di Dio: questo ci apre una prospettiva ampia e nuova. La vita di preghiera di Gesù è una chiave per capire la preghiera della Chiesa. Cristo ha partecipato al servizio divino del suo popolo, adempiuto [nel Tempio] pubblicamente, e secondo le prescrizioni della Legge... Ha stabilito la relazione più stretta fra questa liturgia e l'offerta della sua persona, donandole così il suo senso pieno e vero, quello cioè di un omaggio di azione di grazie della creazione verso il Creatore. In questo ha portato la liturgia dell'antica Alleanza a compiersi nella liturgia della nuova Alleanza.
Gesù non ha soltanto partecipato al servizio divino pubblico prescritto dalla Legge. Più numerose ancora sono i riferimenti fatti dai vangeli alla sua preghiera solitaria, nel silenzio della notte, sulle cime selvatiche dei monti, nei luoghi deserti (Mt 14,23 ; Mc 1,35 ; ecc). Quaranta giorni e quaranta notti di preghiera hanno preceduto la vita pubblica di Gesù (Mc 4,15). Egli si è ritirato nella solitudine della montagna per pregare prima di scegliere i suoi dodici apostoli (Lc 6,12) e di mandarli in missione. Nell'ora del Monte degli Ulivi, si è preparato per andare fino al Gòlgota. Il grido che rivolge a suo Padre nell'ora più faticosa della sua vita ci è svelato in poche brevi parole. Queste parole... sono come un fulmine che rischiara per noi in un istante la vita più intima dell'anima di Gesù, il mistero insondabile del suo essere uomo-Dio e del suo dialogo col Padre.

Questo dialogo certamente è durato per tutta la sua vita senza mai interrompersi. Cristo pregava interiormente non solo quando si ritirava in disparte, a distanza dalla folla, ma anche quando dimorava fra gli uomini.

Meditazione di Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona d'Europa (La Preghiera della Chiesa, 61s)

 
 

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Michelangelo-Creazione di Adamo

Michelangelo Buonarroti,
Creazione di Adamo
- Cappella Sistina, Musei Vaticani, Città del Vaticano.

 

Domenica, 07 Ottobre 2012 22:07

La fede è un dono gratuito di Dio

Vi segnalo un pensiero, molto bello, del Papa Benedetto XVI:

La fede non è primariamente azione umana, ma dono gratuito di Dio, che si radica nella sua fedeltà, nel suo «sì», che ci fa comprendere come vivere la nostra esistenza amando Lui e i fratelli. Tutta la storia della salvezza è un progressivo rivelarsi di questa fedeltà di Dio, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti, nella certezza che «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!», come dichiara l’Apostolo nella Lettera ai Romani (11,29).

Cari fratelli e sorelle, il modo di agire di Dio - ben diverso dal nostro - ci dà consolazione, forza e speranza perché Dio non ritira il suo «sì». Di fronte ai contrasti nelle relazioni umane, spesso anche familiari, noi siamo portati a non perseverare nell’amore gratuito, che costa impegno e sacrificio. Invece, Dio non si stanca con noi, non si stanca mai di avere pazienza con noi e con la sua immensa misericordia ci precede sempre, ci viene incontro per primo, è assolutamente affidabile questo suo «sì». Nell’evento della Croce ci offre la misura del suo amore, che non calcola e non ha misura. San Paolo nella Lettera a Tito scrive: «È apparsa la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini» (Tt 3,4). E perché questo «sì» si rinnovi ogni giorno «ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (2Cor 1,21b-22).”

(Benedetto XVI, Udienza generale del Mercoledì 30/5/2012).



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Benedetto XVI

 

Domenica, 07 Ottobre 2012 21:57

L’incredulo

«…l’incredulo si fa un’immagine semplicistica del credente. In realtà, non si crede perché ogni problema sia risolto, ma nonostante i problemi non siano risolti. Alcuni di quanti cercano la fede commettono l’errore di credere che, per accedervi, occorre avere superato tutte le obiezioni. Il cristiano non è qualcuno che ha superato ogni obiezione.Certamente, le luci della fede chiariscono molti problemi, ma resta il fatto che, sul piano razionale, il cristiano ha spesso le stesse difficoltà dell’incredulo. La differenza è che, nonostante tutto, egli crede basandosi sulla testimonianza di Dio…».

(J. DANIELOU, Il cristiano e il mondo moderno)

 



 

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Tommaso-Caravaggio

Michelangelo Merisi da Caravaggio,
Incredulità di san Tommaso
- Bildergalerie, Potsdam.

 

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

Per diventare santi, ci vuole l'umiltà e la preghiera. Gesù ci ha insegnato come pregare, e ci ha detto anche di imparare, dal suo esempio, ad essere miti e umili di cuore. Non riusciremo ad essere né l'uno né l'altro se non sappiamo cos'è il silenzio. L'umiltà come la preghiera provengono da un orecchio, un'intelligenza, e una lingua che hanno gustato il silenzio vicino a Dio, poiché Dio parla nel silenzio del cuore.
Diamoci veramente la pena di imparare la lezione di santità di Gesù, il cui cuore era mite ed umile. La prima lezione che ci dà quel cuore è l'esaminare la nostra coscienza, e il resto – amare, servire – viene subito dopo. Un tale esame non dipende solo da noi, ma richiede la collaborazione fra noi e Gesù. Non vale la pena perder tempo a contemplare inutilmente le proprie miserie; dobbiamo elevare il cuore a Dio e lasciarci illuminare dalla sua luce.

Se sei umile, nulla ti colpirà, né la lode, né la disgrazia, poiché saprai allora ciò che sei. Se ti rimproverano, non ne sarai scoraggiato; e se qualcuno ti dice santo, non ti metterai su un piedistallo. Se sei santo, ringrazia Dio; se sei peccatore, non rimanerlo. Cristo ti dice di mirare molto in alto: di essere non come Abramo o Davide o come un altro santo, ma di essere come il Padre celeste (Mt 5,48).  “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16).


Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love, pag. 53

 
Loto

Il Fior di Loto cresce in acqua fangosa e viene alla superficie mostrando la sua grande bellezza. Di notte il fiore si chiude e torna sottoterra, all'alba ricresce e si apre nuovamente. Intoccabile dall'impurezza, il Fior di Loto simbolizza la purezza del cuore e della mente. Il Fior di Loto rappresenta la vita lunga, la salute, l'onore e la buona sorte.

 

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Domenica, 07 Ottobre 2012 20:44

Consigli per sopravvivere nel nostro tempo

Consigli per sopravvivere nel nostro tempo

 

• non ascoltare per più di dieci minuti al giorno l'ossessiva informazione economica che occupa TG, quotidiani, radio, e internet;
• riflettere bene: la mia vita non dipende dallo Spread, né dalle Agenzie di Rating, né dalla Banca Centrale Europea, né dal Fondo Monetario, o da altri organismi di "oscura" ispirazione;
• osservare frequentemente fiori, api, laghi, abeti, o altre cose viventi, per esorcizzare il dominio dei "morti viventi" che stanno riducendo l'uomo ad un ectoplasma dissanguato;
• meditare e pregare almeno una o due ore al giorno, per ricordare che l'intero livello economico è comunque una dimensione secondaria dell'esistenza, in quanto nessuno di noi "per quanto si dia da fare può aggiungere un'ora sola alla sua vita" (Matteo 6,27).

La libertà dei veri credenti è sempre stata la vera spina nel fianco dei potenti del mondo, perché ne ridicolizza le assurde pretese, mostrando il lato comico della loro funebre seriosità.


 
Salvagente

 

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